Sia nostra la via più impegnativa

Percorrendo la strada facile della normalità si raggiunge lentamente l'inesistenza. 

Il viaggio della crescita

Voglio partire... andare in martoriate terre straniere e sentirmi a casa. Desidero incrociare le sofferenze del mondo per comprendere quanto la mia esistenza sia privilegiata. Bramo il salto della siepe per godere l'orizzonte iridescente privo di confini. Strada facendo troverò delle grigie macerie e cercherò di colorarle. Al mio ritorno ridipingerò la mia esistenza con le tinte dell'arcobaleno.

Sia una serena e colorata estate per tutti voi. 

Senza reciprocità

Ho il dovere di condividere le sofferenze altrui, non ho il diritto di spartire il mio dolore con il prossimo.

Il colore di mezzo

Figlio del mare

Un vestito utopico

I folli sanno amare... sanno scrivere d'amore

I folli sanno amare profondamente... sono capaci di scrivere con passione i loro sentimenti; a tutti gli altri l'illusione di conoscere l'amore... la chimera di saper scrivere d'amore.

La storia smetterà di ripetersi?

Nascere con la pelle nera, venire al mondo con dei tratti somatici diversi dal presunto ordinario o avere un passaporto sbagliato spesso vuol dire morire assassinati.

La morte di George Floyd è un'altra disumana pagina di storia; condivido l'opinione del governatore del Minnesota Tim Walz che ha etichettato la morte di Floyd come un omicidio. L'assassinio degli italiani Sacco e Vanzetti (tragica vicenda condannata dal mondo intero pensante) pare sia stato soltanto uno dei tanti bruttissimi episodi compiuti in terra americana. Condanno fermamente le manifestazioni violente che dilagano in questi giorni negli Stati Uniti per la morte dell'afroamericano ma approvo pienamente le contestazioni nonviolente contro una parte della polizia americana dal 'grilletto facile' e contro il 'razzismo radicato'.

Non è solo una questione americana, è una questione umanitaria che riguarda il mondo intero.

Aggiungerò un altro nome alla mia anagrafe onirica americana: George (Floyd), farà seguito ai seguenti nomi... Bartolomeo (Vanzetti), Nicola (Sacco), Martin (Luther King). Spero vivamente di non dover aggiungere altri nomi al mio archivio esistenziale.

 

Parte del discorso di Bartolomeo Vanzetti del 9 aprile 1927, prima della sentenza di morte, a Dedham, Massachusetts:

«...Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della terra... non augurerei a nessuna di queste creature ciò che ho dovuto soffrire per cose di cui non sono colpevole... Sto soffrendo perché sono un anarchico, e davvero io sono un anarchico; ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano [alcune brevi frasi in dialetto piemontese, Bartolomeo era cuneese] se voi poteste giustiziarmi due volte, e se potessi rinascere altre due volte, vivrei di nuovo per fare quello che ho fatto già...»

Discorso finale di Bartolomeo, tratto dal film "Sacco e Vanzetti" (1971), meravigliosa l'interpretazione dell'attore Gian Maria Volonté.

 

Umana illuminazione

La luce nasce e cresce nel buio, con l'evoluzione interiore si accende.

Un tempo prezioso